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Ostaia a
Pösa |
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All'interno
dell'Enoteca Bruzzone un locale tipico in una via
storica di Bolzaneto. |
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Pranzi di lavoro, Cene su prenotazione, Merende per
tutti i gusti, Aperitivi, Degustazione vini, serate a
tema. Per informazioni: info@andreabruzzonevini.it |
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La
Pösa è situata nei locali dell'Enoteca
Bruzzone, nel segno di una contiguità e di una
continuità neccessarie. L'offerta del locale va
dai numerosi vini sfusi, serviti a bicchiere,
alle centinaia d'etichette disponibili, frutto
degli anni di ricerca di Andrea Bruzzone, che
propone anche i vini di produzione propria,
dalla Bianchetta Genovese al Vermentino, fino al
Rosso Treipaexi. La qualità dei vini e dei cibi
in degustazione, è un riflesso dell'attenzione
estrema posta nella selezione di tutti i
prodotti, dal caffè alla focaccia, ai formaggi
e altro ancora. |
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Senza
dimenticare che gran parte dei prodotti
sono acquistabili direttamente, per
riprovarne le emozioni a casa o con gli
amici. La competenza di chi propone,
frutto di anni di esperienza e di
preparazione specifica, saprà
accompagnarvi nella scelta, si tratti di
vino, di olio o di altre specialità. I
piatti vedono, oltre ad una scelta
ragionata di salumi e formaggi,
preparazioni calde e fredde che seguono
una precisa stagionabilità, senza
discostarsi dalle radici territoriali. |
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Nella
storia: Il Nome della Pösa |
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Una
volta i contadini dell'entroterra, quando portavano le
primizie al mercato di Genova, si fermavano in punti
prestabiliti lungo i sentieri. In questi luoghi i
contadini, uomini e donne, trovavano "u pösu",
un manufatto, il più delle volte di legno, su cui
"posare" per un poco le ceste che portavano
sulle spalle, le "banastre". Dopo la sosta
erano pronti per ripartire verso il mercato o il
ritrovo dei carrettieri. Col passar del tempo, la
"pösa" divenne il luogo dove i carrettieri
si fermavano a bere, sia portando le merci al mercato,
sia che fossero di ritorno. da lì alle osterie (ostaie)
il passo fu davvero breve. |
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E
se "pigemuse ünn-a pösa....." è sinonimo di
sosta, intervallo del lavoro e della fatica, dove meglio che in
un'osteria? Raccontano i vecchi che, specie sulla via di casa,
alcuni carrettieri avevano abituato i loro cavalli a fermarsi alle
porte delle osterie, tanto che gli animali si arrestavano da soli.
I carrettieri si risvegliavano e scendevano a bere vino e mangiare
pane e salame. Cambiarono gli scenari, le strade e i mezzi di
trasporto, le osterie divennero trattorie e ristoranti,
scomparvero cavalli e carrettieri, ma non il bisogno di fernarsi
un istante. Ecco perchè questo nome, che guarda ad un passato,
ricco di tradizione, così come al presente, fatto anche di fatica
e del bisogno di fare una sosta: "pigemuse ünn-a
pösa". Trovato il nome, la sfida era far rivivere
quell'atmosfera, sia a chi l'aveva vissuta, sia a chi non ne aveva
neppure sentito parlare. La memoria dei vecchi è stata d'aiuto,
accompagnando la ricerca di mobili e oggetti dell'epoca, come il
bancone di stagno, recuperato da un'antica ostaia di strada. Gli
artigiani di una volta non ci sono più, di certe cose si è perso
anche il nome, quindi si è cercato un equilibrio fra ricostruito
e ritrovato, fra oggetti con un passato, che non meritavano il
robivecchi, e attrezzature nuove, armonizzando il tutto con la
tecnologia neccessaria ad un locale moderno. Il vecchio pesabotti,
la ghiacciaia, le damigiane, diventano così un modo per restare
vicini alla propria identità, rivelando il legame profondo con un
territorio denso di storia e tradizioni.
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Nel
locale non si fuma, per non perdere le preziose sfumature dei
profumi che i vini sanno offrire. Esiste una zona riservata ai
fumatori all'esterno. |
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